
Il disturbo ossessivo–compulsivo è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni eccessive e che persistono nel tempo.
Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti o azioni mentali ripetitive che sono vissuti come indesiderati. Le compulsioni sono comportamenti o azioni mentali ripetitive che un individuo si sente obbligato a compiere in risposta a un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente.
Può presentarsi sia nell’infanzia sia nell’età adulta, anche se l’incidenza massima la si ha tra i 15 e i 25 anni. Colpisce circa il 2-2,5% della popolazione generale e, in Italia, sono circa 800.000 le persone colpite da disturbo ossessivo compulsivo (DOC).
È un disturbo che si cronicizza e che presenta delle fasi alterne di miglioramento e peggioramento nel 50-80% dei casi. Il disturbo è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni o sole ossessioni che occupano almeno un’ora o più al giorno, causando disagio clinicamente significativo o che interferiscono con le attività quotidiane.
Tipi di disturbo ossessivo:
Il disturbo depressivo maggiore è caratterizzato dalla presenza per almeno di due settimane di almeno 4 dei seguenti sintomi che rappresentano un cambiamento rispetto al precedente funzionamento:
Nei bambini il disturbo depressivo si può manifestare con scoppi di collera, non coerenti con lo stadio di sviluppo, che si può manifestare a livello verbale (rabbia espressa verbalmente) e/o comportamentale (aggressione fisica).
Il disturbo distimico è una forma prolungata e attenuata di depressione. Il disturbo è caratterizzato infatti da un umore cronicamente depresso presente per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni, per almeno 2 anni.
La depressione post partum (DPP) è un disturbo che colpisce dal 7 al 12% delle neomamme ed esordisce generalmente nelle prime quattro settimane successive al parto. I sintomi più comuni sono: tristezza e/o irritabilità associate a vergogna e senso di colpa, senso inutilità, insonnia, disturbi dell’appetito, difficoltà di concentrazione e perdita di piacere nello svolgere attività abituali. Tra le cause ipotizzate sono il brusco cambiamento ormonale conseguente al parto, unitamente a fattori psicologici e cambiamento dello stile di vita imposto dal neonato.
La depressione non riconosciuta e quindi non trattata espone chi ne è affetto a varie conseguenze negative come: isolamento, difficoltà lavorative, evitamenti, abuso di alcol o a droghe per cercare di alleviare la sua sofferenza. Nei depressi, soprattutto negli anziani, vi è una frequenza più elevata di ricoveri ospedalieri e di suicidi.
La depressione maggiore può essere efficacemente trattata con l’integrazione di terapie farmacologiche e alcune psicoterapie (esistono evidenze di efficacia per la psicoterapia cognitivo e comportamentale, la psicoterapia interpersonale secondo modello di Klerman).
Se hai bisogno di maggiori informazioni a riguardo e/o di un aiuto, scrivici tramite form contatti qui affianco.